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Le convulsioni febbrili

risponde per Pediatria OnLine il Dott. Giuseppe Varrasi, pediatra da mammaepapà.it

Le convulsioni febbrili sono crisi convulsive che si manifestano mentre il

bambino ha la febbre (da questa definizione vanno escluse malattie gravi,

tipo la meningite o l'ipertensione endocranica, i cui sintomi iniziali possono

confondersi).

Non ha nessuna importanza quale malattia causi la febbre, anche se

spesso si tratta di infezioni delle prime vie aeree o della sesta malattia, e

non è necessario che la febbre sia molto alta. Si ritiene che vi sia una

predisposizione genetica (precedenti familiari di convulsioni, più spesso

nel sesso maschile), che rende il sistema nervoso del bambino più

suscettibile: qualcosa come "una facilità ad andare in corto circuito".

La crisi normalmente è del tipo tonico-clonico generalizzato (scosse

ritmiche di tutto il corpo e momenti di irrigidimento), ma non di rado può

manifestarsi come crisi atonica (perdita del tono muscolare, tipo

svenimento) o come perdita di coscienza con crisi oculogira (roteazione

all'indietro dei bulbi oculari).

Esistono dei criteri che permettono di individuare le crisi semplici

(benigne, senza conseguenze) dalle crisi complesse (che meritano

approfondimento e vanno seguite nel tempo). Una crisi febbrile si

considera semplice se:

dura non oltre 15 minuti

il bambino è di età compresa fra i 18 mesi e i 4 anni

è generalizzata (cioè, non limitata ad una sola parte del corpo)

non si ripete entro 24 ore

non è seguita da disturbi neurologici (es., paralisi).

Se la descrizione della crisi rientra in questi criteri, non è necessario

alcun approfondimento. In particolare, non è necessario eseguire

l'elettroencefalogramma (EEG), esame non doloroso ma complicato che

rappresenta il principale strumento diagnostico delle epilessie.

Le crisi possono rimanere un episodio unico (il 50% delle volte) o ripetersi.

Normalmente, dopo la prima crisi non si fa nulla, salvo tranquillizzare la

famiglia sulla benignità dell'accaduto, raccomandare un buon controllo

della febbre e insegnare cosa fare se l'episodio si ripetesse. Se si ripete,

allora si può pensare ad una profilassi intermittente con diazepam per

bocca ad ogni episodio febbrile. Se le crisi sono tante, è raccomandabile

una valutazione neurologica accurata.

 
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